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| - Beatrice Rizzi, Bice (S. Bernardo di Rabbi, 26 agosto 1894 - Trento, 27 aprile 1982), il 3 luglio 1915 fu arrestata con l'accusa di alto tradimento per le sue attività irredentiste e di informazione a favore dell'esercito italiano. Rinchiusa nelle carceri del castello del Buonconsiglio in attesa del processo, conclusosi con la condanna a morte, dovette attendere più di due mesi prima che la condanna fosse commutata in dieci anni di carcere duro che scontò in parte nel carcere di Wiener Neudorf, alla periferia di Vienna, gestito dalle suore dell'ordine del Buon Pastore, né poté godere dell'amnistia per i reati politici concessa nel 1917: nonostante l'intervento del deputato Alcide De Gasperi, rimase in carcere fino all'8 novembre 1918. Dal 1923 al 1964 fu direttrice del Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà. L'archivio, dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre 1993, è stato donato al Museo dai nipoti Alberto ed Elena Rivaira. Conserva corrispondenza di carattere personale e privato legata al mondo affettivo, corrispondenza riflettente l'attività di ricerca storica e di direttrice del museo, corrispondenza di argomento politico (irredentismo, fascismo, situazione dell'Alto Adige), materiale preparatorio per studi e publicazioni, fotografie. L'archivio è così strutturato: corrispondenza ricevuta da B. Rizzi, 1915-1981; miscellanea di argomenti vari utilizzati per le pubblicazioni; iconografia a carattere famigliare; pubblicazioni. Del fondo esiste un inventario a stampa. Ô consultabile secondo la normativa vigente.
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ha conservatore
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ha date complesso archivistico
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ha statusProvenienza
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abstract
| - Beatrice Rizzi, Bice (S. Bernardo di Rabbi, 26 agosto 1894 - Trento, 27 aprile 1982), il 3 luglio 1915 fu arrestata con l'accusa di alto tradimento per le sue attività irredentiste e di informazione a favore dell'esercito italiano. Rinchiusa nelle carceri del castello del Buonconsiglio in attesa del processo, conclusosi con la condanna a morte, dovette attendere più di due mesi prima che la condanna fosse commutata in dieci anni di carcere duro che scontò in parte nel carcere di Wiener Neudorf, alla periferia di Vienna, gestito dalle suore dell'ordine del Buon Pastore, né poté godere dell'amnistia per i reati politici concessa nel 1917: nonostante l'intervento del deputato Alcide De Gasperi, rimase in carcere fino all'8 novembre 1918. Dal 1923 al 1964 fu direttrice del Museo del Risorgimento e della lotta per la libertà. L'archivio, dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre 1993, è stato donato al Museo dai nipoti Alberto ed Elena Rivaira. Conserva corrispondenza di carattere personale e privato legata al mondo affettivo, corrispondenza riflettente l'attività di ricerca storica e di direttrice del museo, corrispondenza di argomento politico (irredentismo, fascismo, situazione dell'Alto Adige), materiale preparatorio per studi e publicazioni, fotografie. L'archivio è così strutturato: corrispondenza ricevuta da B. Rizzi, 1915-1981; miscellanea di argomenti vari utilizzati per le pubblicazioni; iconografia a carattere famigliare; pubblicazioni. Del fondo esiste un inventario a stampa. Ô consultabile secondo la normativa vigente.
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scheda provenienza href
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scheda SAN
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consistenza
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forma autorizzata complesso archivistico
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record provenienza id
| - IT-INSMLI-F00-00028-00-00-00000-000-000
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sistema provenienza
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tipologia complesso
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is è conservatore di
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