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  • Commissione provinciale di censura di Mantova
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  • Commissione provinciale di censura di Mantova
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  • Il 13 giugno 1940 entrava in funzione anche in Italia la censura della corrispondenza postale. Con regio decreto 8 luglio 1938 n. 1415 il fascismo stabiliva che durante lo stato di guerra la corrispondenza postale e le comunicazioni telegrafiche, telefoniche e radioelettriche fossero sottoposte a censura. A questo provvedimento si aggiunsero i decreti n. 2247 e 2248 del 12 ottobre 1939, entrati in vigore il 15 giugno 1940, in base ai quali agli ufficiali militari si aggiungevano le Commissioni provinciali di censura postale (poi Commissioni provinciali di guerra), dipendenti dai prefetti e aventi sede presso le direzioni provinciali delle poste e dei telegrafi. L'8 luglio 1940 il ministero dell'Interno stabiliva l'accentramento di tutte le operazioni di censura della corrispondenza sia civile che militare presso le commissioni provinciali e la contemporanea soppressione degli uffici militari di censura. Le commissioni controllavano la corrispondenza da o per militari (controllo totale), la corrispondenza civile (controllo parziale), telegrammi e comunicazioni telefoniche (controllo totale). Le commissioni erano presiedute da un funzionario civile della pubblica amministrazione, da una trentina di ufficiali di complemento e da una quindicina di censori civili (iscritti al Partito nazionale fascista). Le commissioni inviavano settimanalmente una relazione alla Questura e un'altra, quindicinale, al ministero della Guerra. Gli organi di censura, dispersi o smobilitati dopo l'8 settembre 1943, ripresero a funzionare nell'inverno del 1943. Le commissioni funzionarono fino al 1945. L'archivio fu acquistato a Mario Ceola dal Museo il 31 maggio 1961. Il fondo conserva le lettere e cartoline sequestrate dall'Ufficio censura, quaderni con stralci di lettere censurate, fotografie sequestrate, le relazioni settimanali e le relazioni quindicinali, giornali di trincea ("Dovunque", "Fronte russo", "Tradotta libica", "La tradotta", "La tradotta del fronte Giulio"), norme, mappe e schizzi della difesa contraerea. Del fondo è stato compiuto un riordino sommario a cura di Caterina Tomasi nel 1995 ed esiste un inventario a stampa. L'archivio è stato dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre 1996 ed è consultabile secondo la normativa vigente.
dc:date
  • 1941 - 1943
ha conservatore
ha date complesso archivistico
ha statusProvenienza
abstract
  • Il 13 giugno 1940 entrava in funzione anche in Italia la censura della corrispondenza postale. Con regio decreto 8 luglio 1938 n. 1415 il fascismo stabiliva che durante lo stato di guerra la corrispondenza postale e le comunicazioni telegrafiche, telefoniche e radioelettriche fossero sottoposte a censura. A questo provvedimento si aggiunsero i decreti n. 2247 e 2248 del 12 ottobre 1939, entrati in vigore il 15 giugno 1940, in base ai quali agli ufficiali militari si aggiungevano le Commissioni provinciali di censura postale (poi Commissioni provinciali di guerra), dipendenti dai prefetti e aventi sede presso le direzioni provinciali delle poste e dei telegrafi. L'8 luglio 1940 il ministero dell'Interno stabiliva l'accentramento di tutte le operazioni di censura della corrispondenza sia civile che militare presso le commissioni provinciali e la contemporanea soppressione degli uffici militari di censura. Le commissioni controllavano la corrispondenza da o per militari (controllo totale), la corrispondenza civile (controllo parziale), telegrammi e comunicazioni telefoniche (controllo totale). Le commissioni erano presiedute da un funzionario civile della pubblica amministrazione, da una trentina di ufficiali di complemento e da una quindicina di censori civili (iscritti al Partito nazionale fascista). Le commissioni inviavano settimanalmente una relazione alla Questura e un'altra, quindicinale, al ministero della Guerra. Gli organi di censura, dispersi o smobilitati dopo l'8 settembre 1943, ripresero a funzionare nell'inverno del 1943. Le commissioni funzionarono fino al 1945. L'archivio fu acquistato a Mario Ceola dal Museo il 31 maggio 1961. Il fondo conserva le lettere e cartoline sequestrate dall'Ufficio censura, quaderni con stralci di lettere censurate, fotografie sequestrate, le relazioni settimanali e le relazioni quindicinali, giornali di trincea ("Dovunque", "Fronte russo", "Tradotta libica", "La tradotta", "La tradotta del fronte Giulio"), norme, mappe e schizzi della difesa contraerea. Del fondo è stato compiuto un riordino sommario a cura di Caterina Tomasi nel 1995 ed esiste un inventario a stampa. L'archivio è stato dichiarato di notevole interesse storico locale in data 22 ottobre 1996 ed è consultabile secondo la normativa vigente.
scheda provenienza href
scheda SAN
consistenza
  • Buste: 2
oad:extentAndMedium
  • Buste: 2
forma autorizzata complesso archivistico
  • Commissione provinciale di censura di Mantova
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  • Commissione provinciale di censura di Mantova
record provenienza id
  • IT-INSMLI-F00-00022-00-00-00000-000-000
sistema provenienza
  • INSMLI
tipologia complesso
  • fondo
is è conservatore di of
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