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| - La famiglia Monaldi, già inserita nel 1333 nel Libro rosso della nobiltà perugina, acquisisce, attraverso i secoli, numerosi legami con importanti famiglie della città, inserisce i suoi membri in incarichi di prestigio, amplia il proprio patrimonio fondiario. Il periodo di maggior slancio è stato individuato nel secolo XVII, quando la famiglia esprime le figure di Benedetto Monaldi Baldeschi (1588-1644) - che unisce i due cognomi perché adottato ed erede dello zio Francesco Baldeschi, uditore della Sacra Rota in Roma -, cardinale e vescovo di Perugia dal 1634 al 1643, e di suo fratello Orazio (1599-1656), vescovo di Gubbio dal 1639 al 1643, vescovo di Perugia dal 1643 al 1656. Inoltre, nel 1662, la famiglia, con un terzo fratello e primogenito, Giovanni Antonio Monaldi, acquisisce il castello di Migliano, nel contado di Perugia, e tutti i beni pertinenti, provenienti dai beni baronali del conte Federico Marsciani; l'anno successivo, con motu proprio di Alessandro VII, il castello viene eretto a feudo e i Monaldi vengono insigniti del titolo marchionale. Negli stessi anni, la volontà di nobilitare le proprie origini spinge gli esponenti della famiglia ad appropriarsi, come proprio illustre antenato, della figura di Glotto Monaldi, personaggio duecentesco autore della donazione di terreni per la fondazione del monastero di clarisse di Santa Maria di Monteluce a Perugia. L'iniziativa incontra la dura opposizione della famiglia Ranieri e si conclude nel 1669 con una sentenza del vescovo di Perugia, contraria ai Monaldi. Nel XVIII secolo, Rodolfo Monaldi si unisce in matrimonio con Margherita Caterina Riccardi, figlia di Maria Francesca Ponam, e suo figlio Pietro si unirà successivamente in matrimonio con Luisa Ponam.
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| ha date esistenza
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| ha luogo Ambito Territoriale
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| abstract
| - La famiglia Monaldi, già inserita nel 1333 nel Libro rosso della nobiltà perugina, acquisisce, attraverso i secoli, numerosi legami con importanti famiglie della città, inserisce i suoi membri in incarichi di prestigio, amplia il proprio patrimonio fondiario. Il periodo di maggior slancio è stato individuato nel secolo XVII, quando la famiglia esprime le figure di Benedetto Monaldi Baldeschi (1588-1644) - che unisce i due cognomi perché adottato ed erede dello zio Francesco Baldeschi, uditore della Sacra Rota in Roma -, cardinale e vescovo di Perugia dal 1634 al 1643, e di suo fratello Orazio (1599-1656), vescovo di Gubbio dal 1639 al 1643, vescovo di Perugia dal 1643 al 1656. Inoltre, nel 1662, la famiglia, con un terzo fratello e primogenito, Giovanni Antonio Monaldi, acquisisce il castello di Migliano, nel contado di Perugia, e tutti i beni pertinenti, provenienti dai beni baronali del conte Federico Marsciani; l'anno successivo, con motu proprio di Alessandro VII, il castello viene eretto a feudo e i Monaldi vengono insigniti del titolo marchionale. Negli stessi anni, la volontà di nobilitare le proprie origini spinge gli esponenti della famiglia ad appropriarsi, come proprio illustre antenato, della figura di Glotto Monaldi, personaggio duecentesco autore della donazione di terreni per la fondazione del monastero di clarisse di Santa Maria di Monteluce a Perugia. L'iniziativa incontra la dura opposizione della famiglia Ranieri e si conclude nel 1669 con una sentenza del vescovo di Perugia, contraria ai Monaldi. Nel XVIII secolo, Rodolfo Monaldi si unisce in matrimonio con Margherita Caterina Riccardi, figlia di Maria Francesca Ponam, e suo figlio Pietro si unirà successivamente in matrimonio con Luisa Ponam.
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| - Perugia (area geografica)
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