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| - Comune di Labro, Labro (Rieti), sec. XI -
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| - Comune di Labro, Labro (Rieti), sec. XI -
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| dc:description
| - Già abitato romano, Labro è attestato come Castrum fortificato in un documento del 1050. Come in molti altri luoghi del reatino e della Sabina, vi signoreggiava una consorteria feudale costituita da alcune casate aristocratiche: su tutte, primeggiava quella dei Nobili divenuta in seguito Nobili-Vitelleschi per legami coniugali delle due casate. Passato sotto la giurisdizione del Comune di Rieti, che probabilmente lo acquistò dalla consorteria feudale, ricevette da questo sostegno nelle continue lotte di confine col vicino Piediluco, spalleggiato a sua volta dal potente comune di Spoleto. Memorabile è rimasta la contesa per il possesso del monte Caperno, risolta nel 1298 da papa Bonifacio VIII con l'obbligo per i Labresi di demolire la rocca che vi avevano edificato. Le ostilità continuarono comunque nei secoli successivi, soprattutto a causa del secolare problema del refluire delle acque del Velino, che fu motivo di numerosi scontri tra gli abitanti di Rieti, Piediluco, Labro e Terni. Nell'amministrazione dello Stato Pontificio Labro fu sede di governatorato dipendente direttamente dalla Sacra Consulta. Durante la parentesi del dominio francese il comune fu ascritto dapprima al dipartimento del Clitunno, cantone rurale di Terni (1798-1799), per passare poi al dipartimento di Roma, circondario di Rieti, cantone di Stroncone (1809-1814). Con la Restaurazione e la riforma del 1816/1817 Labro entrò a far parte della delegazione di Rieti, distretto di Rieti, come governo di...
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| dc:date
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| ha qualificazioni relazioni Cpf
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| ha date esistenza
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| ha natura giuridica ente
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| ha statusProvenienza
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| abstract
| - Già abitato romano, Labro è attestato come Castrum fortificato in un documento del 1050. Come in molti altri luoghi del reatino e della Sabina, vi signoreggiava una consorteria feudale costituita da alcune casate aristocratiche: su tutte, primeggiava quella dei Nobili divenuta in seguito Nobili-Vitelleschi per legami coniugali delle due casate. Passato sotto la giurisdizione del Comune di Rieti, che probabilmente lo acquistò dalla consorteria feudale, ricevette da questo sostegno nelle continue lotte di confine col vicino Piediluco, spalleggiato a sua volta dal potente comune di Spoleto. Memorabile è rimasta la contesa per il possesso del monte Caperno, risolta nel 1298 da papa Bonifacio VIII con l'obbligo per i Labresi di demolire la rocca che vi avevano edificato. Le ostilità continuarono comunque nei secoli successivi, soprattutto a causa del secolare problema del refluire delle acque del Velino, che fu motivo di numerosi scontri tra gli abitanti di Rieti, Piediluco, Labro e Terni. Nell'amministrazione dello Stato Pontificio Labro fu sede di governatorato dipendente direttamente dalla Sacra Consulta. Durante la parentesi del dominio francese il comune fu ascritto dapprima al dipartimento del Clitunno, cantone rurale di Terni (1798-1799), per passare poi al dipartimento di Roma, circondario di Rieti, cantone di Stroncone (1809-1814). Con la Restaurazione e la riforma del 1816/1817 Labro entrò a far parte della delegazione di Rieti, distretto di Rieti, come governo di...
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| altra denominazione produttore
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| scheda provenienza href
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| scheda SAN
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| ha luogoProduttore
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| eac-cpf:hasPlace
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| ha luogo Sede
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| è produttore di
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| ha sottotipologia ente
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| forma autorizzata produttore
| - Comune di Labro, Labro (Rieti), sec. XI -
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| eac-cpf:authorizedForm
| - Comune di Labro, Labro (Rieti), sec. XI -
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| record provenienza id
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| sistema provenienza
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| dc:coverage
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| is ha produttore
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| is ha relazione con Soggetto Produttore
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