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| - Parrocchia di S. Maria d'Episcopio, Scalea (Cosenza)
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| - Parrocchia di S. Maria d'Episcopio, Scalea (Cosenza)
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| dc:description
| - Nella parte del centro storico svetta il campanile della chiesa di Sopra, dedicata a S. Maria d'Episcopio. La chiesa, meglio conosciuta come "Madonna del Carmine", è ricca di monumenti e opere d'arte. La Madonna del Carmine fu proclamata patrona e protettrice di Scalea il 7 marzo del 1875, dopo un'epidemia di colera. La confraternita carmelitana era stata fondata già nel 1806. L'anno dopo ebbe l'indulgenza del papa Paolo V con bolla del 1° aprile. Il primo nucleo della chiesa Madonna del Carmine risale all'VIII sec. Periodo questo di maggiore attività dei monaci Basiliani nella zona, conosciuta con il nome di Mercurion. In questi anni la chiesa fu anche sede episcopale o almeno di corepiscopi, gli ausiliari dei vescovi. In questa epoca, infatti, la chiesa, già dedicata a S. Maria Annunziata, prese il nome di S. Maria d'Episcopio. Inoltre vicino alla chiesa resta un edificio signorile, con pseudo loggiato normanno, che per tradizione è indicato come il "palazzo del Vescovo". In epoca normanna la Chiesa fu notevolmente ingrandita e affidata ai Benedettini di Cava dei Tirreni che la possedettero dal 1149 al 1152. Questo perché con l'avvento dei normanni le chiese di rito bizantino dovettero latinizzarsi. Molti monasteri greci, pertanto, furono affidati ai monasteri latini. Il superbo finestrone absidale della chiesa è appunto una testimonianza di questo periodo. La chiesa nel 1554 subì il saccheggio dei saraceni di Dragut. Anni dopo fu ampliata e abbellita...
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| dc:date
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| ha qualificazioni relazioni Cpf
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| ha date esistenza
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| ha natura giuridica ente
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| ha statusProvenienza
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| abstract
| - Nella parte del centro storico svetta il campanile della chiesa di Sopra, dedicata a S. Maria d'Episcopio. La chiesa, meglio conosciuta come "Madonna del Carmine", è ricca di monumenti e opere d'arte. La Madonna del Carmine fu proclamata patrona e protettrice di Scalea il 7 marzo del 1875, dopo un'epidemia di colera. La confraternita carmelitana era stata fondata già nel 1806. L'anno dopo ebbe l'indulgenza del papa Paolo V con bolla del 1° aprile. Il primo nucleo della chiesa Madonna del Carmine risale all'VIII sec. Periodo questo di maggiore attività dei monaci Basiliani nella zona, conosciuta con il nome di Mercurion. In questi anni la chiesa fu anche sede episcopale o almeno di corepiscopi, gli ausiliari dei vescovi. In questa epoca, infatti, la chiesa, già dedicata a S. Maria Annunziata, prese il nome di S. Maria d'Episcopio. Inoltre vicino alla chiesa resta un edificio signorile, con pseudo loggiato normanno, che per tradizione è indicato come il "palazzo del Vescovo". In epoca normanna la Chiesa fu notevolmente ingrandita e affidata ai Benedettini di Cava dei Tirreni che la possedettero dal 1149 al 1152. Questo perché con l'avvento dei normanni le chiese di rito bizantino dovettero latinizzarsi. Molti monasteri greci, pertanto, furono affidati ai monasteri latini. Il superbo finestrone absidale della chiesa è appunto una testimonianza di questo periodo. La chiesa nel 1554 subì il saccheggio dei saraceni di Dragut. Anni dopo fu ampliata e abbellita...
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| altra denominazione produttore
| - Parrocchia di S. Maria d'Episcopio di Scalea
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| scheda provenienza href
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| scheda SAN
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| ha luogoProduttore
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| eac-cpf:hasPlace
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| ha luogo Sede
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| è produttore di
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| ha sottotipologia ente
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| forma autorizzata produttore
| - Parrocchia di S. Maria d'Episcopio, Scalea (Cosenza)
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| eac-cpf:authorizedForm
| - Parrocchia di S. Maria d'Episcopio, Scalea (Cosenza)
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| record provenienza id
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| sistema provenienza
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| dc:coverage
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| is ha produttore
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| is ha relazione con Soggetto Produttore
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