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| - Albergotti, Arezzo, sec. XI -
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| - Albergotti, Arezzo, sec. XI -
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| - Si hanno tracce degli Albergotti già intorno al 1000, quando possedevano castelli nel Casentino. Fin dal secolo XIV alcuni membri della famiglia assunsero un ruolo predominante nel partito guelfo aretino, tra questi due Giovanni, già abati benedettini furono vescovi di Arezzo. Dagli inizi del Trecento si divisero in due linee originate rispettivamente da Bico di Lando, gonfaloniere della repubblica di Arezzo nel 1341, e da Guiduccio di Lando. La linea di Bico si divise in due rami: quello di Girolamo e di Giovanni Antonio, figli di Ludovico di Antonio. Da queste due linee sono pervenuti due archivi. La terza linea, quella con capostipite Guiduccio di Lando, ebbe un Michelangelo di Francesco che il 5 dicembre 1710 si vide riconfermato da Cosimo III il titolo di barone, ereditato con il cognome dall'avo materno Niccolò Siri di Pistoia (questi ne era stato insignito nel 1663 da Casimiro III re di Polonia). Da costui derivano gli attuali Albergotti Siri di Pistoia e gli Albergotti Siri Forteguerri, nobili di Pistoia dal 1840. I manoscritti conservati in Archivio di Stato di Arezzo, provengono da vari rami della famiglia con, all'origine, la linea di Giovanni Antonio di Lodovico. Tali rami ebbero illustri personaggi: al ramo di Nerozzo di Giovanni Antonio appartenne Nerozzo di Girolamo (1615-1689), senatore del Granducato nel 1663, nel Senato dei Dugento. Suo figlio Girolamo (1651-1701) fu patrizio di Volterra dal 1686, marchese del Sacro Romano Impero, gonfaloniere di Arezzo...
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| ha qualificazioni relazioni Cpf
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| ha date esistenza
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| ha statusProvenienza
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| abstract
| - Si hanno tracce degli Albergotti già intorno al 1000, quando possedevano castelli nel Casentino. Fin dal secolo XIV alcuni membri della famiglia assunsero un ruolo predominante nel partito guelfo aretino, tra questi due Giovanni, già abati benedettini furono vescovi di Arezzo. Dagli inizi del Trecento si divisero in due linee originate rispettivamente da Bico di Lando, gonfaloniere della repubblica di Arezzo nel 1341, e da Guiduccio di Lando. La linea di Bico si divise in due rami: quello di Girolamo e di Giovanni Antonio, figli di Ludovico di Antonio. Da queste due linee sono pervenuti due archivi. La terza linea, quella con capostipite Guiduccio di Lando, ebbe un Michelangelo di Francesco che il 5 dicembre 1710 si vide riconfermato da Cosimo III il titolo di barone, ereditato con il cognome dall'avo materno Niccolò Siri di Pistoia (questi ne era stato insignito nel 1663 da Casimiro III re di Polonia). Da costui derivano gli attuali Albergotti Siri di Pistoia e gli Albergotti Siri Forteguerri, nobili di Pistoia dal 1840. I manoscritti conservati in Archivio di Stato di Arezzo, provengono da vari rami della famiglia con, all'origine, la linea di Giovanni Antonio di Lodovico. Tali rami ebbero illustri personaggi: al ramo di Nerozzo di Giovanni Antonio appartenne Nerozzo di Girolamo (1615-1689), senatore del Granducato nel 1663, nel Senato dei Dugento. Suo figlio Girolamo (1651-1701) fu patrizio di Volterra dal 1686, marchese del Sacro Romano Impero, gonfaloniere di Arezzo...
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| altra denominazione produttore
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| scheda provenienza href
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| scheda SAN
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| è produttore di
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| forma autorizzata produttore
| - Albergotti, Arezzo, sec. XI -
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| eac-cpf:authorizedForm
| - Albergotti, Arezzo, sec. XI -
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| record provenienza id
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| sistema provenienza
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| dc:coverage
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| is ha produttore
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| is ha relazione con Soggetto Produttore
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