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| - Universitas di Latronico, Latronico (Potenza), sec. XI - sec. XIX
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| - Universitas di Latronico, Latronico (Potenza), sec. XI - sec. XIX
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| dc:description
| - Da Lateronicum, luogo ove si cerne e si pesta l'argilla del tegolaio, l'officina dove si fabbricano i mattoni, secondo Giacomo Racioppi. Ritrovamenti archeologici (strati neolitici) testimoniano nelle grotte di Calda tracce di un insediamento umano dedito alla vita agricolo-pastorale (6000 a.C.), ma la prima menzione di Latronico in un documento è del 1063, nel Syllabus Graecorum Membranarum. Intorno al X secolo fu abitata da comunità di monaci basiliani che influenzarono molto la vita sociale e religiosa degli abitanti. Dominata dal sec. XI dagli Aragonesi, fu venduta come feudo nel 1457 da Alfonso d'Aragona ai signori di Noia e successivamente ceduto ai Sanseverino, ai Palmieri, ai Ravaschieri, ai De Ponti ed infine ai Gesuiti che lo tennero fino al 1767, quando diventò città regia e passò alla Corona Borbonica. Nel 1799 aderì alla Repubblica partenopea e innalzò l'albero della libertà; partecipò abbastanza attivamente alle lotte risorgimentali. Con la legge 8 agosto 1806 furono costituite le intendenze e riordinata l'amministrazione provinciale e comunale. La legge 20 maggio 1808 prendeva atto che non era possibile contare solo sui proprietari per l'amministrazione dei comuni ed ampliava i requisiti dell'elettorato passivo, estendendolo a coloro che esercitassero "arti liberali" o gestissero imprese artigiane. Con la legge del Regno di Napoli 8 agosto 1806 n. 132 furono inoltre istituite tredici province ripartite in distretti, nell'ambito dei quali furono collocate le...
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| dc:date
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| ha qualificazioni relazioni Cpf
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| ha date esistenza
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| ha natura giuridica ente
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| ha statusProvenienza
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| abstract
| - Da Lateronicum, luogo ove si cerne e si pesta l'argilla del tegolaio, l'officina dove si fabbricano i mattoni, secondo Giacomo Racioppi. Ritrovamenti archeologici (strati neolitici) testimoniano nelle grotte di Calda tracce di un insediamento umano dedito alla vita agricolo-pastorale (6000 a.C.), ma la prima menzione di Latronico in un documento è del 1063, nel Syllabus Graecorum Membranarum. Intorno al X secolo fu abitata da comunità di monaci basiliani che influenzarono molto la vita sociale e religiosa degli abitanti. Dominata dal sec. XI dagli Aragonesi, fu venduta come feudo nel 1457 da Alfonso d'Aragona ai signori di Noia e successivamente ceduto ai Sanseverino, ai Palmieri, ai Ravaschieri, ai De Ponti ed infine ai Gesuiti che lo tennero fino al 1767, quando diventò città regia e passò alla Corona Borbonica. Nel 1799 aderì alla Repubblica partenopea e innalzò l'albero della libertà; partecipò abbastanza attivamente alle lotte risorgimentali. Con la legge 8 agosto 1806 furono costituite le intendenze e riordinata l'amministrazione provinciale e comunale. La legge 20 maggio 1808 prendeva atto che non era possibile contare solo sui proprietari per l'amministrazione dei comuni ed ampliava i requisiti dell'elettorato passivo, estendendolo a coloro che esercitassero "arti liberali" o gestissero imprese artigiane. Con la legge del Regno di Napoli 8 agosto 1806 n. 132 furono inoltre istituite tredici province ripartite in distretti, nell'ambito dei quali furono collocate le...
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| altra denominazione produttore
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| scheda provenienza href
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| scheda SAN
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| ha luogoProduttore
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| eac-cpf:hasPlace
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| ha luogo Sede
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| è produttore di
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| ha sottotipologia ente
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| forma autorizzata produttore
| - Universitas di Latronico, Latronico (Potenza), sec. XI - sec. XIX
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| eac-cpf:authorizedForm
| - Universitas di Latronico, Latronico (Potenza), sec. XI - sec. XIX
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| record provenienza id
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| sistema provenienza
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| dc:coverage
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| is ha produttore
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| is ha relazione con Soggetto Produttore
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