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| - Istituto Tommaso Pendola per sordomuti, Siena, 1828 -
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| - Istituto Tommaso Pendola per sordomuti, Siena, 1828 -
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| - Dopo l'approvazione granducale del suo progetto, nel 1828 il padre scolopio Tommaso Pendola (1800-1883) fondò a Siena una scuola per l'accoglienza e l'insegnamento ai sordomuti poveri di ambo i sessi. Pendola, genovese di nascita, dal 1821 si trovava a Siena come insegnante di matematica e fisica presso il Collegio Tolomei. Già interessato all'insegnamento per i sordomuti, egli fu introdotto al metodo "mimico", basato sui segni e la scrittura degli abati francesi De l'Epée e Sicard, dai fratelli Celso e Teresa Bargagli Petrucci e che ebbe modo di approfondire durante un breve periodo trascorso di presso l'Istituto per l'educazione dei sordomuti di Genova del padre scolopio Ottavio Assarotti. Nel 1831, grazie alle oblazioni dei privati e a un mutuo senza interessi del Monte dei Paschi di Siena, fu acquistato l'ex Convento di S. Margherita in Castelvecchio, per dare degna sede all'istituto che fino ad allora si era insediato in locali presi in affitto. Qui fu istituito anche un convitto organizzato nelle sezioni maschile e femminile. Il 13 aprile 1843, con un decreto del granduca di Toscana, a decorrere dal '44, accorpò le funzioni del soppresso Istituto per Sordomuti di Pisa, fu riconosciuto e prese la denominazione di "Regio Istituto Toscano per sordomuti". Da quell'anno furono chiamate le Figlie di Carità di S. Vincenzo de' Paoli di Torino per l'insegnamento nella sezione femminile e la gestione di guardaroba e cucine dell'istituto. Per cercare di dare un futuro ai giova...
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| dc:date
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| ha date esistenza
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| ha natura giuridica ente
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| ha statusProvenienza
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| abstract
| - Dopo l'approvazione granducale del suo progetto, nel 1828 il padre scolopio Tommaso Pendola (1800-1883) fondò a Siena una scuola per l'accoglienza e l'insegnamento ai sordomuti poveri di ambo i sessi. Pendola, genovese di nascita, dal 1821 si trovava a Siena come insegnante di matematica e fisica presso il Collegio Tolomei. Già interessato all'insegnamento per i sordomuti, egli fu introdotto al metodo "mimico", basato sui segni e la scrittura degli abati francesi De l'Epée e Sicard, dai fratelli Celso e Teresa Bargagli Petrucci e che ebbe modo di approfondire durante un breve periodo trascorso di presso l'Istituto per l'educazione dei sordomuti di Genova del padre scolopio Ottavio Assarotti. Nel 1831, grazie alle oblazioni dei privati e a un mutuo senza interessi del Monte dei Paschi di Siena, fu acquistato l'ex Convento di S. Margherita in Castelvecchio, per dare degna sede all'istituto che fino ad allora si era insediato in locali presi in affitto. Qui fu istituito anche un convitto organizzato nelle sezioni maschile e femminile. Il 13 aprile 1843, con un decreto del granduca di Toscana, a decorrere dal '44, accorpò le funzioni del soppresso Istituto per Sordomuti di Pisa, fu riconosciuto e prese la denominazione di "Regio Istituto Toscano per sordomuti". Da quell'anno furono chiamate le Figlie di Carità di S. Vincenzo de' Paoli di Torino per l'insegnamento nella sezione femminile e la gestione di guardaroba e cucine dell'istituto. Per cercare di dare un futuro ai giova...
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| altra denominazione produttore
| - Istituto Reale Toscano per Sordomuti
- Istituto Tommaso Pendola per sordomuti
- Regio Istituto Pendola per Sordomuti in Siena
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| scheda provenienza href
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| scheda SAN
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| ha luogoProduttore
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| eac-cpf:hasPlace
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| ha luogo Sede
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| è produttore di
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| ha sottotipologia ente
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| forma autorizzata produttore
| - Istituto Tommaso Pendola per sordomuti, Siena, 1828 -
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| eac-cpf:authorizedForm
| - Istituto Tommaso Pendola per sordomuti, Siena, 1828 -
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| record provenienza id
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| sistema provenienza
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| dc:coverage
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| is ha produttore
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